sabato 11 aprile 2015

Un sogno dietro una porta (Daniele Casetta)


Un giorno la famiglia Bringbeng decise di trasferirsi in una casa più grande. Avevano un figlio di nome Frank, un tipo solitario, timido che veniva spesso escluso dal gruppo: difatti il suo migliore amico era se stesso.
Passata la prima notte Frank al suo risveglio vide delle porte che non aveva mai notato prima ma impaurito non le aprì.
Passati un po’ di giorni con la curiosità di sapere cosa ci fosse dentro ne aprì una e vide un’ immenso mondo di gelato: montagne, colline solamente fatte di gelato. Stupito pensò che era proprio ciò che desiderava: mangiare un bel gelato!                                               
Il giorno seguente entrò in un’ altra porta ma questa volta si trovò all’ interno di un vulcano, in bilico su una roccia e capì che ciò che pensava si trovava dietro alla porta perché in quel momento stava pensando all’ interrogazione di scienze sui vulcani e andò avanti così per mesi.
Un giorno si accorse di non avere mai aperto una porta piccola e brutta ma decise di entrarci dentro anche se non era una bella porta.
Dentro vi trovò un mago vecchio dalla folta barba e dall’ aria simpatica. Appena entrato gli disse: “Ciao mi chiamo Tido e sono io a far apparire le porte dove si trovano i tuoi sogni belli".                                  
“Ma come mai fai apparire anche quelle brutte?” chiese il ragazzo. “Oh ma quello non sono io; lui è Trodo il mago cattivo” disse Tido.
“Ma c’è qualche modo per ucciderlo?” chiese Frank. “Un modo c’è, basta entrare nella sua porta e gettargli addosso questa pozione, ma io non ho mai avuto la forza, sono troppo vecchio” raccontò il mago. “Andrò io!” esclamò Frank. “Ok, ma fai attenzione, Trodo è un mago perfido” rispose Tido.
Frank appena entrato nella porta di Trodo gli gettò in faccia la pozione di Tido e il mostro si sciolse come ghiaccio al sole. Alla fine Tido diventò il migliore amico di Frank e continuò a sognare dietro quelle porte.

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