sabato 31 gennaio 2015

L'astronauta (Simone Tibaldo)


L'astronauta

Leonard era un bravissimo astronauta, specializzato in combattimenti aerei contro gli alieni. Per questo lo avevano spedito in un'altra galassia a combattere contro una razza spietata.

Leonard era alto, coi capelli neri e gli occhi verde chiaro. Aveva una corporatura agile e un carattere coraggioso ma sempre allegro.

Leonard   è inseguito da tre astronavi nemiche e lui con la sua agilità fa una manovra eccezionale e li sconfigge.

Poi lui ritorna alla base e  chiede al capitano se poteva ritornare dalla sua famiglia ma il capitano gli disse: ”No la guerra non è ancora finita, devi ancora sconfiggere almeno altre venti astronavi e allora deciderò se farti ritornare dalla tua famiglia!”

Lui trovò un tele trasportatore e riesce a prendere l'astronave del padrone di tutti gli alieni, la più grossa e più potente di tutte le astronavi, e con quella astronave riesce a distruggere le venti astronavi nemiche.

E il capitano lo fece ritornare dalla sua famiglia.

Un viaggio alla scoperta dell'elisir delle sopracciglia (Andreea Sarmasan)


Un viaggio alla scoperta dell'elisir delle
sopracciglia!!

Molto tempo fa in un sperduto villaggio dell'Amazzonia nord-occidentale viveva un ragazzo.

Era un tipo molto strano e sospetto: non usciva quasi mai, era molto solitario, prepotente e quando usciva di casa aveva sempre il viso coperto soprattutto la parte delle sopracciglia.

Si diceva che faceva parte di una famiglia; la famiglia Mc Topo .

Questa famiglia era famosa per la scoperta del cellulare con internet, per il petrolio, e per la discendenza da Cristoforo Colombo.

Dopo vari anni Belinda, la signora Mc Topo, aspettava un figlio con grandi qualità: alto, forte, coraggioso, furbo, bello, intelligente, abile e astuto come una volpe.

Per questo grande evento Belinda e il marito Jack organizzarono una festa alla loro villa.

Fu una grande festa e furono invitate quasi tutte le persone del povero villaggio sperduto.

Per precisare furono invitati tutti tranne la vecchia  signora un po' strana .

Tutti dicevano che era matta ma Belinda e Jack sapevano che era una strega molto malvagia e dannosa per il figlio in arrivo.

Allora non la invitarono.

Lei furiosa scatenò un putiferio: cercava di dimostrare che non era pazza ma solo vecchia, ma gli altri a ogni parola che diceva le credevano sempre di meno.

“Dannati Mc topo, come avete potuto infamarmi così. Questa ve la farò pagare cara !! Occhi di rospo cuori di rana che il mio maleficio si avveri la prossima settimana!! Ogni figlio maschio che nascerà nella famiglia Mc Topo avrà un difetto: non avrà le sopracciglia.” E sparì in una nube di fumo bianca.

 E il maleficio si avverò: la settimana dopo nacque il piccolo, ma senza sopracciglia.

La madre disperata non sapeva come e cosa fare e andò in una crisi sopraccigliosa, le venne un infarto e morì di colpo.

Jack disgustato dall'avere un figlio senza sopracciglia lo impauriva e temeva che la sua reputazione non decollasse e allora lo abbandona da una balia di nome Nina con sopra un biglietto con su scritto: ”Cara balia Nina ti lascio in affidamento il mio caro figlioletto. Mi raccomando trattalo bene. Ha un difetto molto grosso e lo capirai subito dopo aver letto la mia lettera. Mi raccomando trattalo molto bene.

Io non lo tengo perché se no la mia reputazione non decollerà.

Mi dispiace Jack Mc Topo”

La balia lo accudì e gli insegnò a leggere e a scrivere.

Poi quando lui ebbe 4 anni la balia morì e rimase solo in un mondo gigantesco.

Anche se aveva 4 anni era molto in gamba: sapeva cucinare, lavare, leggere, scrivere e prendersi cura di sé.

Era un bambino molto vivace, bello, intelligente.... proprio come lo voleva la madre Belinda ma lei povera donna morì perché suo figlio non aveva le sopracciglia, era la condanna della loro famiglia: se tutte le madri avevano figli maschi i Mc Topo sarebbero diventati una famiglia girovaga in cerca di una persona che gli vendesse la loro abitazione anche con un figlio senza sopracciglia.

Crebbe, crebbe, crebbe fino a diventare un adulto in gamba.

E questo era quello che si raccontava, ma nessuno sapeva la vera storia di quel ragazzo; sapevano solamente che aveva 16 anni.

Due settimane dopo il suo sedicesimo compleanno incontrò per caso una ragazza bellissima di nome Benedetta.



Lui si innamorò subito di lei e anche lei si innamorò di lui, ma visto che non sapeva la sua storia lo chiamava “Uomo del mistero” perché era molto misterioso come un agente segreto.

Lui un giorno decise di togliersi quell'enorme cappello che gli copriva le sopracciglia e far vedere a Benedetta chi era veramente.

Lei rimase molto scioccata e lo lasciò dicendo: ”Mi dispiace molto ma fino a che non avrai le sopracciglia noi due non ci possiamo più vedere!! mi dispiace molto uomo del mistero!!”

“No Belinda non mi lasciare così, vedrai riavrò le mie sopracciglia  e potrò riconquistarti!!”

“Addio uomo del mistero non so se ci rincontreremo mai!!!” e i due si lasciarono in questo mondo molto tragico per una giovane coppia come loro.

Da quel momento l'uomo misterioso decise di chiedere un po' in giro alla scoperta di un elisir per far ricrescere le sopracciglia per poter riconquistare la bellissima Benedetta.

Chiese in giro ma nessuno gli diede la risposta, anzi ridevano di lui dicendo che era pazzo.

Un giorno incontrò una bambina e le chiese: ”Ciao piccola, sai per caso dirmi se esiste un elisir per le mie povere sopracciglia??” e la bambina rispose :”Certo che lo so mica sono stupida quanto te. Ti dirò dove si trova a patto che tu mi insegni a come scrivere con il pennino più sottile dell'universo”

“Ok, ti aiuterò, ma adesso dimmi dove devo andare!”

“Prima insegnami”

“Guarda devi tenerlo leggermente sul lato  e poi scrivi, non c'è nessuna difficoltà basta essere allenati. Adesso dimmi dove si trova”

“Attraversa le montagne Halleluia e incontrerai tre ostacoli molto pericolosi. Buona fortuna uomo misterioso!!!!!!!!”

“Grazie e impara a scrivere come si deve!!!”

L'uomo misterioso con tutto il coraggio che aveva in lui andò a scoprire i tre ostacoli.

Il primo era superare un feroce drago infuocato con un corno di unicorno.

Lui oltrepassò la prima montagna e incontrò il drago: provò a sconfiggerlo ma non ci riuscì.

Si fece notte e si accampò in una caverna, ma non si accorse che era la caverna del drago; allora provò ad ucciderlo diverse volte colpendolo con dei massi giganteschi ma invano.

Poi aveva a disposizione un sasso e una spada: lanciò il sasso in testa  e il drago cadde per terra perché un sasso in testa faceva male .

Finalmente aveva trovato il suo punto debole : la testa, allora prese la spada e gliela conficcò nel cervello e lui morì.

Passò la notte in quella caverna con la soddisfazione di aver sconfitto il drago.

Il secondo giorno incontrò un gigante gigantesco che veniva chiamato GG.

Sapevano tutti che il suo punto debole era il collo quando gli si faceva il solletico ma solo al collo quindi ci si doveva arrampicare su di lui senza essere uccisi.

L'uomo del mistero con coraggio e agilità scalò il GG e gli fece il solletico e lo sconfisse.

Passò un altro giorno.

Il terzo ostacolo  era una scimmia parlante che dovevi risolvere il suo indovinello.

E la scimmia gli disse: “Che cos'è quella cosa che ha aghi ma che non pungono che vedi la notte e il giorno in pochi secondi??!!”

L'uomo del mistero disse :”Ahhhh mi prudono gli occhi”

“Bravo uomo mistero hai risolto l'enigma!!”

“Davvero?? Non me ne sono accorto”

“Sì uomo misterioso l'hai risolto e adesso hai diritto ad un desiderio”

“Ok, io desidero.......................l'elisir delle sopracciglia!!” e improvvisamente questo elisir apparve, lui lo bevve ed ebbe di nuovo le sopracciglia.

Andò a riconquistare la bellissima Benedetta e vissero tutti felici e tra le scimmie parlanti!!!!!!!!!!

Un giovane valoroso (Serena Sannella)


UN GIOVANE VALOROSO

Ai tempi degli antichi cavalieri,quando valori come onore e lealtà erano considerati fondamentali per essere uomini giusti e valorosi, non possiamo non raccontare la storia del giovane Stuart.

Era un ragazzo biondo con gli occhi verdi, alto e molto muscoloso, aveva un sorriso contagioso e uno sguardo penetrante.

Egli proveniva dall' Irlanda ed era un giovane umile, onesto e pieno di virtù.

Stuart giunse in un paese chiamato Little Town e subito si fece conoscere per la sua bontà e generosità. Fece subito amicizia con il giovane Peter.

In paese Stuart aiutava tutti e dimostrava di non aver paura di niente tranne che dell' acqua.

Molte volte aveva incontrato e superato pericoli, ma non aveva idea di cosa gli sarebbe accaduto quel giorno.

Lui e Peter avevano appena finito di lavorare quando il signor Paul gli chiese se potevano portare al fiume il suo gregge per farlo abbeverare.

Mentre gli animali bevevano un piccolo capretto stava per affogare, Peter entrò in acqua per aiutarlo, ma la corrente lo spinse via.

Stuart vide la scena dalla riva e la sua fobia per l'acqua gli impediva di muoversi, ma il suo coraggio lo portò fra le acque, nuotò con tutta la forza che aveva, portò in salvo il suo amico, ma era troppo stanco per riuscire a far forza contro la corrente che lo portò via nelle acque del fiume.

Peter aveva perso il suo amico, ma aveva imparato che qualunque paura può essere sconfitta e che valori come  amicizia, coraggio e lealtà valgono anche la nostra vita.

Maya e le scaglie dorate (Alessia Raso)


Maya e le scaglie dorate

Maya camminava tranquilla nel bosco quando all’improvviso un grosso puma le balzò addosso e lei più veloce della sua ombra scagliò un coltello dritto, dritto nel cuore del puma. Già Maya non era una vera “principessina” anche se i suoi genitori il re e la regina l’avrebbero voluto con tutto il loro cuore, la giovane aveva capelli neri come l’avorio e molto selvaggi, gli occhi erano verdi con delle sfumature dorate, in più non è che si vestisse come una principessa, indossava spesso pantaloni rubati al fratello e camicie che erano state strappate e poi buttate dal padre. Il carattere di certo non era meglio del vestiario: al posto di ricamare con la madre lei preferiva andare a caccia con i fratelli che però raramente le davano il permesso, a tavola poi non ne parliamo, la sera precedente ad esempio dopo aver “ruttato” in pubblico era stata messa in punizione, insomma possiamo dire che Maya si comportava proprio da “maschiaccio”; nessuno aveva mai capito che cosa l’aveva portata a comportarsi così, Maya pensava che non c’era un motivo: lei era nata così e nessuno avrebbe potuto cambiarla neanche sua madre con le sue dure punizioni. Maya pensò di andare a riposarsi al fiume, mentre era distesa sull’erba pensava a cosa avrebbe fatto sua madre se fosse stata lì. In quel momento notò nell’acqua qualcosa di brillante, ne fu attratta e decise di appropriarsene, sembrava un sassolino dorato. Per saperne di più pensò di andare da Erin una Selkie che studiava tutto ciò che era magico. Arrivata su una scogliera iniziò a gridare – Erin, Erin - e dall’acqua emerse la fanciulla, Maya andò subito al sodo: “Che cos’è questo oggetto ?” Erin le disse che era una scaglia, la giovane in quel momento notò una scritta. Un nome. “Itaresch”.


Chiese immediatamente alla sua amica il significato di questa parola, Erin le raccontò di una leggenda che veniva tramandata oralmente nel fondo degli abissi; questa parlava di un drago dorato che fu nascosto dal padrone dietro un‘enorme cascata per fare in modo che solo la persona giusta lo trovasse, il padrone aveva inoltre nascosto in vari luoghi alcune scaglie della corazza del drago. Maya non ci pensò due volte, desiderava trovare quel magnifico drago che ormai l’ aveva affascinata, ma sapeva anche che nessuno della sua famiglia le avrebbe dato il permesso … doveva assolutamente trovare un modo per scappare di nascosto. Ormai era giunta l ‘ora di tornare a casa. Salutò Erin e si diresse verso il castello, durante il viaggio la sua mente fu sopraffatta dai pensieri: “ Forse non avrebbe dovuto tornare a casa, forse l’ unico modo sarebbe stato quello di partire in quel momento, ma non aveva viveri con sè, sapeva che i suoi genitori non gliela avrebbero perdonata e inoltre era consapevole che sarebbe stata la scelta sbagliata.”

Decise di tornare a casa. Arrivata chiese consiglio al fratello maggiore che l’aveva sempre sostenuta nelle sue scelte. Decisero che la mattina seguente sarebbero partiti insieme alla ricerca di questo drago leggendario.

Si svegliarono all’ alba, lei frugò nelle dispense reali e prese tutto ciò che entrava nella sacca e prese alcuni denari dal comodino del padre ancora addormentato, nel frattempo il fratello sellava i cavalli nella scuderia privata del padre. Partirono in fretta e furia e andarono da Erin per qualche altra informazione utile al loro viaggio, e per un ultimo saluto in caso non fossero più tornati.

Erin disse loro che sarebbero dovuti andare in Italia come consigliava chiaramente il nome inciso sulla scaglia, partirono e in poco tempo grazie alla velocità dei cavalli e del traghetto trovato sulla costa arrivarono in Francia , lì furono ospitati da un loro lontano cugino che gli prestò la sua carrozza. Sorpassate le montagne ne notarono una più grande delle altre, la giovane si ricordò che Erin gli aveva accennato di questa montagna che avrebbero notato sorpassato il confine, trovarono una grotta in cima alla montagna dove era posizionato un piedistallo con su appoggiato un’altra scaglia con su scritto la formula per trovare la terza. Sarebbero dovuti andare a Roma, vicino al Colosseo , lì avrebbero poi visto una seconda grotta; si spostarono ancora per mezzo della carrozza del cugino e circa una ventina di giorni dopo scoprirono la scaglia, questa volta vi era inciso l ‘ultimo indizio, il drago era dietro la cascata di lava del Vesuvio. Maya non si scoraggiò, ripartirono, in due giorni arrivarono alla meta e rimasero stupiti, non avevano mai visto un vulcano e non sapevano come poter attraversare quell’ enorme discesa di lava, ma il drago sentendo la presenza delle sue preziose scaglie gli andò incontro, li fece salire sul suo enorme collo e Maya per la prima volta si sentì felice perché era finalmente con chi le voleva bene e la capiva.

Partirono in volo e in quattro e quattr’otto si ritrovarono a casa, i genitori molto preoccupati furono felici di vederli e furono fieri dei loro figli anche se erano molto arrabbiati, da quel momento in poi la vita di Maya migliorò e vissero per sempre felici e contenti insieme al loro fantastico drago Itaresch e le sue scaglie dorate.

Il tesoro dei Maya (Davide Pipino)

Una leggenda narra che in America centrale, il territorio in cui una volta vivevano i Maya, fosse nascosto un tesoro.


Il signor James Cadley, avventuriero britannico attratto dalla leggenda, parte per l’America; lui era ricco e famoso in Inghilterra per le sue scoperte.

Appena arrivato lo accolse la sua guida che di solito non riceveva turisti famosi.


La gente circostante indossava abiti non eleganti e furono sorpresi vedendo il signor Cadley che era vestito con abiti firmati e costosissimi. Il signor Cadley era un uomo preciso e determinato.

La guida lo condusse in un albergo dicendo che era il migliore del paese, ma per un uomo ricco e raffinato come lui era una stamberga.

Il giorno dopo si misero alla ricerca di indizi, cercarono tra le montagne e nella foresta, ma non trovarono nulla; poi la guida trovò nella foresta un tempio  Maya.



Entrati nel tempio la guida aveva un passo deciso, ma James lo fermò:”Troppo facile!” disse con una risata, in quel momento lanciò una moneta e improvvisamente dalla parete uscirono frecce pronte ad uccidere e allora strisciò sul pavimento e andò avanti; si trovarono in un grande salone pieno di oro e gioielli, ma in mezzo alla stanza c’ era qualcosa che valeva più di tutto quell’ oro: l’ idolo dell’ ultimo imperatore Maya.



La guida allora spinse per terra il signor James e attivò la trappola, si aprì una botola sotto di lui e rimase sospeso con una mano e allora l’avventuriero urlò: ”Perché l'ha fatto, mi aiuti!!” L’ altro con una risatina rispose: ”Sei ancora più sciocco di quanto mi ricordassi” e tolse la maschera: era Max Robinson, avventuriero americano antagonista di James che gli aveva rubato tante scoperte spacciandole per un suo ritrovamento: ”Ti ho ingannato, avevo bisogno del tuo aiuto e tu me l’hai dato!” Prese l’idolo e scappò con il suo dirigibile, intanto James lo inseguiva attaccato a una corda dal veicolo. Salito  sul mezzo ci fu una battaglia tra i due; James ferì Max che stava per morire, ma non voleva che il suo nemico se ne andasse vivo, allora dirottò il dirigibile per farlo schiantare; allora James prese l’ Idolo e saltò in un lago.
Il dirigibile si schiantò, lui sopravvissuto andò a vendere l’ Idolo a musei prestigiosi e divenne famoso per aver realizzato la leggenda.

La storia di un giovane sceriffo (Davide Peretti)


Nel  lontano west un giovane sceriffo era odiato da tutti perché era stato un delinquente che con  i suoi amici andavano a  svaligiare le banche della città in cui abitavano .

Questo sceriffo era alto,magro , occhi chiari, dal carisma bravo e cattivo insieme, bruno di capelli , con in bocca sempre un chewing gum alla fragola e un cappello sempre rivolto in  giù. E un paio di occhiali neri.

Ma un giorno cambiò tutto : la banda della quale faceva parte una volta andò a rubare nella stessa banca  dove la sua amica lavorava e presero il denaro  e in ostaggio anche lei.

Lo sceriffo passando di lì tutte le mattine vide che non  c ‘era più ,vide anche che  non c’era neanche più un soldo e vide bossoli di proiettili  sotto le sedie. Capì che era stata la sua vecchia banda:  gli  mandarono un messaggio (una manciata d’oro);  lui capì e andò  al fiume.

Andando all’appuntamento aveva con sé la busta per il riscatto ; i banditi la presero e scapparono sul treno che partiva  in quel momento. Lui più veloce che mai con un colpo fece dirottare il treno e così riuscì a fermare  i banditi a liberare la ragazza.

Riprese la fiducia della città per aver salvato la vita di una ragazza, lasciò il suo lavoro da sceriffo e si mise a lavorare con lei.

L'arco che sbagliava sempre mira (Iris Mazzei)


In una giornata calda, nel 1974, costruirono un arco che sbagliava sempre mira, “solo una ragazza riuscirà a fare centro”come diceva una profezia. 2974 uomini non ci riuscirono (quindi nessuno).
Arrivò una ragazza americana con lunghi capelli biondi color marrone, occhi azzurri, orecchie piccole con 2 orecchini a forma di diamante color bianco, unghia lunghe, bella, forte, magra. I suoi capelli si muovevano in direzione del vento, gambe lunghe quindi alta. Aveva la faccia di color marrone, naso a francesina, labbra carnose con il rossetto rosso. Aveva i piedi corti. Profumava di rose. Prese l’arco e riuscì a fare centro.
Era lei la ragazza della profezia dicevano tutti. Dopo che lei fece centro, lei sparì e anche l’arco. Tutti in un secondo si scordarono di lei e della profezia e anche dell’arco. Sparirono anche i 2974 uomini che ci provarono e vennero scordati (dimenticati ) anche loro. (Quell’arco era maledetto).
La ragazza era venuta per far scomparire tutti gli uomini che ci avevano provato. Perché sapeva che ci provarono solo uomini orgogliosi e cattivi.