domenica 23 ottobre 2016

I sogni (di Iris Mazzei)

I sogni, ho sempre creduto che un sogno non si possa avverare … l’ho pensato fino a oggi.
27 febbraio 2001, mi metto nel letto stanca morta. Nel letto pensavo: “Mi dicono che i sogni se vuoi si realizzano, ma io non ci credo … se no anche se spero e continuo a sperare, perché i miei genitori non ritornano da quel viaggio?”.
Erano partiti appena io ero nata, e da quel giorno non li rividi. Mi sentivo strana, come se io non mi muovessi e non potessi parlare.
Il mattino seguente mi alzai sempre con quella strana sensazione e mi guardai allo specchio, appena rivolsi lo sguardo sullo specchio, apparve la faccio di due soggetti strani ma familiari.


Un po’ dopo quella strana visione bussarono alla porta ma quando la aprii mi ritrovai nel bosco con in mano un biglietto con scritto: qual è il tuo primo pensiero? Mamma e papà.
Ci arrivai dopo, io ho sempre sognato che i miei genitori tornassero ma non sono mai tornati, vidi due persone che mi dissero “Figlia mia!” I miei genitori finalmente! Sentii un brivido dietro la schiena e poi caddi a terra svenuta.
Mi risvegliai nel letto di un ospedale e pensai che fosse solo un sogno e che ero stata male ma quando mi voltai vidi i miei genitori.
Io urlando “siete tornati, siete tornati” mi gettai nelle loro braccia e mi dissero che non erano mai andati via. Mi raccontarono che ero in coma da 5 anni ormai.
2 settimane dopo uscii con i miei genitori dall'ospedale e mi chiesi chi fossero i due soggetti dello specchio nel sogno, andai verso lo specchio e poi la malattia mi fece svenire e mi riportarono all'ospedale.
I medici mi dissero che soffrivo di allucinazioni e che i miei ricordi stranamente cambiavano.
Chiesi di chiarirmi tutto e questa fu la risposta: “I tuoi genitori ti hanno lasciata qui a tre anni” e io avevo 46 anni ormai.
Dopo un anno di visite mi rilasciarono e io mi feci una vita.


Racconto fantastico (di Clintin Igbinovia)

Un mio amico questa estate mi ha raccontato una storia VERA ma un po’ strana, e ora ve la racconterò anche io.
Ico (il mio amico) era andato in montagna a Mompellato con gli amici per festeggiare e sono stati lì per la notte. Loro dopo la cena hanno parlato fino a tardi e prima di andare a dormire perché era già tardi andarono a fare un giro nel boschetto. Dopo un po’ camminando sentirono dei passi dirigersi verso di loro e spaventati notarono che c’era solo un bambino di circa 10 anni e loro sconvolti di vedere un ragazzo lì da solo alle due di notte, gli chiesero cosa ci facesse e lui rispose che stava solo facendo un giro prima di dormire. Loro non volendo lasciarlo solo lo riaccompagnarono a casa, che si trovava in una cittadina lì vicino e se ne andarono solo dopo che lui entrò in casa. E se ne andarono via anche loro.
Il mattino dopo per prima cosa andarono a controllare se il bambino era a casa e se stava bene. Ma appena arrivati aperta la porta il proprietario gli disse che lì ormai non c’era un bambino da anni; Ico pensando che era uno scherzo o che aveva sbagliato casa andò nella casa vicina solo che gli risposero di nuovo così. Allora lui capì che quel bambino che aveva incontrato di notte in pratica non era mai esistito. Solo che lui lo aveva visto e anche i suoi amici. Allora andò a casa e non ci penso più.

CLINTIN IGBINOVIA

Racconto fantastico (di Sara Goitre)

C’era una volta un drago che viveva in un bel castello. In questo castello viveva anche un bel principe di nome Leonardo. Un giorno cadde dal cielo uno scrigno magico che cambiò la vita di Leonardo e del drago.  I due, fecero tanta fatica ad aprire questo scrigno. Ci provarono molte volte finché chiesero aiuto all'amica fata; la fata accorse in loro aiuto e con una formula magica aprì lo scrigno. In questo scrigno vi era una pergamena che diceva: nascosta nelle catacombe del castello vi è imprigionata una bellissima principessa di nome Nausica che essi dovevano liberare. Essi scesero nelle catacombe e liberarono la principessa. Leonardo dopo aver salvato Nausica la sposò.


La metamorfosi (di Nicholas Fimiani)

Mi sveglio all’improvviso, in un mondo strano, la preistoria.
Il mio corpo è diverso, non lo sento più mio, mi guardo i piedi e al posto mi ritrovo delle zampe di t-rex. Sono diventato un t-rex.
L’ambiente non è come mi ero sempre immaginato: pieno di vegetazione, vulcani e dinosauri.
Decido di andare a perlustrare la zona in cerca di altri miei simili, sono ore e ore che cammino ma non trovo nessuno. Mi sono accorto che nell‘isoletta sono solo.
Sono disperato e cerco una via per scappare da questo incubo e ritornare nel mio mondo.
Sento un terremoto, svengo.

Ho riaperto gli occhi, sono tutto sudato, sono in una sauna: il terremoto era un uomo che mi scuoteva perché era preoccupato per la mia sonnolenza.


Un brutto sogno (di Mirko Diana)

Mentre mia madre era a lavorare, io e mia sorella, parlando, decidemmo di uscire di nascosto per andare a fare un giro in bicicletta. Durante il percorso per andare in piazza, incontrai un mio amico e mi misi a parlare con lui senza accorgermi che mia sorella stava andando avanti. Arrivati al bar, mia sorella si accorse che io non le stavo dietro, quindi mi chiamò al telefono e le dissi di incontrarci direttamente al bar. Dopo cinque minuti ci incontrammo, prendemmo un gelato e corremmo di nuovo verso casa. Dopo cinque minuti mi chiamò mia madre al telefono per dirmi che lei era a casa e mi chiese dove eravamo. Noi fummo obbligati a rispondere che eravamo andati a prendere un gelato e ci sgridò.


Allora mi svegliai. Era stato soltanto un brutto sogno...

Racconto fantastico (di Deborah Darò)

Un giorno d'Agosto i miei genitori mi lasciarono a casa da sola. Quando loro sono andati via da casa io sono andata a fare un giro. Erano già passate due ore e io ero ancora in giro, mentre camminavo, curiosamente mi venne in mente un sogno. Quel sogno era molto triste perché, quando mi fermai per sedermi mi apparve mia nonna di fianco. Da quel momento io e mia nonna abbiamo parlato per tanto tempo, ci raccontavamo cose che facevamo sempre: giocare insieme, dormire tutte e due insieme, e divertirci a fare il solletico. E quando parlavamo, in quel momento arrivarono i miei genitori e da lì mia nonna non apparve più. Quando siamo arrivati a casa i miei genitori mi dissero: " Perché non ci hai avvisati che volevi uscire? ". E capii che non era vero quello che mi era capitato ma era un sogno.


Metamorfosi (di Daniele Casetta)

Come ogni mattina mi svegliai, erano le 7.03 ed era ancora buio. Sentivo che qualcosa di strano mi era accaduto, infatti mi mancava il fiato come se qualcuno mi avesse tirato un pugno sulla schiena. Allora cercai di scendere a fare colazione ma ecco che scoprii guardando le mie gambe che ero diventato un pesce gigante. Mi venne voglia di acqua, avevo bisogno d’acqua. Agitando la coda e le pinne come un pazzo caddi per terra facendo un tonfo inimmaginabile, quasi come se si fosse buttato giù da un palazzo un elefante indiano. Chiamare soccorso non riuscivo e vedevo a malapena gli oggetti intorno a me. Per fortuna sbattendo un po’ di qua e un po’ di là riuscii ad arrivare al bagno e a entrare nella vasca da bagno piena d’acqua che sarebbe stata per mia madre. Finalmente una boccata d’acqua … scivolato via dalla vasca vidi il nostro gatto Pallina avvicinarsi con passo felpato, capendo che stava cercando di attaccarmi mi dimenai più che potevo. Purtroppo aveva incominciato a affondare le sue unghie sulle branchie, mi accecò un occhio e mi divise in due la coda. Ero stremato da quegli immensi dolori. Quando a un tratto entrarono i miei genitori attirati dal rumore. Ed è così che disgustati mi misero in un sacco pieno d’acqua e mi buttarono in un acquario. Da quel giorno vissi tutta la vita nel mio acquario e non si chiesero neanche minimamente dove fossi DANIELEfinito.